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Don Matteo Bondini (nella prima serie Don Matteo Minelli) è un sacerdote, protagonista della serie televisiva italiana Don Matteo. Più volte missionario è originario di Gubbio, dove diventa parroco della Chiesa di San Giovanni. É dotato di un una grande intelligenza e un grande intuito che lo permettono di improvvisarsi investigatore per aiutare i carabinieri della sua città a risolvere casi che si rivelano essere sempre difficili. É interpretato dall'attore Terence Hill.

Biografia[]

Matteo Bondini nasce in Umbria a Gubbio. Battezzato da don Luigi, allora parroco della Chiesa di San Giovanni,decide di iniziare la cariera ecclesiastica e viene ordinato sacerdote dallo stesso. Dopo essere stato ordinato sacerdote diventa missionario e va all'estero: negli Stati Uniti d'America (e in particolare in Alaska), in Messico, in Amazzonia e nelle Filippine dope è pronto ad aiutare tutti. Intanto a Gubbio don Luigi muore di vecchiaia e l'attuale vescovo, il Vescovo Guido, deve trovare un sostituto . Pensa a Don Matteo, suo amico di vecchia data, di cui conosce lo spiccato talento di investigatore. Arrivato in città, Don Matteo parla con il vescovo che gli spiega che in una piccola città italiana bisogna imparare ad agire con discrezione raccomandandogli di indossare solo la tonaca e non di intromettersi nelle indagini dei carabinieri. Dopo aver salutato il vescovo Don Matteo entra in canonica dove conosce il sagrestano Giuseppe Zerfati detto Pippo e la perpetua Natalina Diotallevi con cui subito nasce una profonda amicizia. Poi celebra la sua prima messa nella nuova parrocchia e nella sua omelia promette di ascoltare chiunque abbia bisogno del suo aiuto e termina dicendo "spero di diventare vostro amico e fratello". In Chiesa è presente anche il maresciallo Nino Cecchini, uomo di grande fede, che già da lì inizia ad apprezzare don Matteo perché dice sottovoce ad una signora seduta lì vicino "è troppo forte 'stu prete". Alla fine della celebrazione eucaristica Don Matteo incontra una signora, Eliana, vedova di un uomo che si pensa morto suicida ritrovato in un fiume con un biglietto d'addio, che però l'acqua ha fatto sbiadire e non si riesce più a leggere quello che c'è scritto. Lei gli chiede di celebrare il funerale del defunto marito e nello stesso tempo si confida con lui dicendogli che in realtà il marito non aveva motivi per suicidarsi così don Matteo inizia ad indagare. Va alla caserma dei carabinieri dove incontra il maresciallo Cecchini e gli chiede di potergli dare il biglietto d'addio ma lui anche se vorrebbe non può perchè deve sottostare al capitano Flavio Anceschi che ovviamente non permette a Don Matteo di immischiarsi nelle indagini. Alla fine però Cecchini aiuterà don Matteo il quale non solo scoprirà che l'uomo era stato ucciso, ma anche l'assassino. Da lì inizia una profonda amicizia tra Cecchini e Don Matteo. Quasi in ogni puntata giocano a scacchi e don Matteo, essendo un campione, vince sempre.

Molto spesso Cecchini parla con don Matteo per farsi aiutare quando i Carabinieri si trovano in difficoltà in un determinato caso e don Matteo gli cede sempre dei consigli giusti che il maresciallo propone al capitano che ovviamente capisce sempre che è in realtà don Matteo a consigliare il maresciallo. Ancheschi ovviamente, come all'inizio, non ama per niente che don Matteo interferisca con le indagini. In ogni puntata è sempre grazie a dei flash back che don Matteo riesce a raggiungere il colpevole prima che arrivino i Carabinieri. Nella quarta stagione diventa genitore adottivo di Camilla, una bambina boliviana, alla quale è morta la madre che conosceva don Matteo e che nel testamento aveva deciso di affidare la sua bambina a lui.

Alla fine della quinta stagione parte per il Brasile dove resta per due anni, poi torna di nuovo a Gubbio all'inizio della sesta serie, proprio nel giorno in cui un generale stava facendo visita alla caserma dei Carabinieri e il maresciallo abbadona la parata per andarlo a salutare evitando per poco una figuraccia. Alla fine della sesta serie il maresciallo Cecchini e il capitano Tommasi, subentrato nella caserma dopo che il capitano Anceschi era stato promosso e mandato a Roma nel periodo in cui Don Matteo era in Brasile, vengono premiati dallo stesso generale e decidono di condividere le loro medaglie con don Matteo che li ha sempre aiutati. Nella settima serie diventa anche professore di religione nella scuola superiore di Gubbio e alla fine della stessa serie è accusato di aver violato il segreto confessionale, anche se non è vero, ma grazie al suo acume riesce a scagionarsi. Nell'epilogo per la prima volta riesce a sconfiggerlo ma in quel caso don Matteo non terminerà la partita perché richiamato dal Vescovo in servizio.

Personalità[]

Don Matteo è arguto, sagace e intelligente. Ed è grazie a queste sue qualità che, sommate alla sua grande memoria, riesce a scoprire il colpevole prima dei carabinieri. Don Matteo è buono ed è sempre pronto ad aiutare tutti, persino gli assassini che perdona sempre. Ha molte passioni tra cui la bicicletta, gli scacchi e tant'altro... sa cavalcare, ha la patente e sa catturare i serpenti. Adora il suo basco che indossa sempre, anche quando è in abito talare.

Don Matteo preferisce di gran lunga il dialogo alla violenza (è infatti un profondo conoscitore dell'animo umano) anche se in alcuni rarissimi casi ricorre alle maniere forti, ma solo se ne è costretto.

Curiosità[]

  • Don Matteo prevede e capisce in anticipo le storie d'amore dei due capitani della caserma: il capitano Anceschi e il capitano Tommasi. Anceschi si sposa infatti con il sindaco Laura Respighi mentre Tommasi con Patrizia Cecchini, la figlia del maresciallo.
  • Don Matteo fa spesso "il verso" al passato cinematografico western di Terence Hill: dichiara più volte che i fagioli lo fanno impazzire e che da bambino sognava di fare il cow boy
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