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Il viaggio in Subaru Baracca[]

Il trio in viaggio

Il viaggio in Subaru Baracca noto anche come Il viaggio o più semplicemente Subaru Baracca è uno

sketch ricorrente presente in Tel chi el telun, e di cui alcune parti sono state adattate in Tre uomini e una gamba e Il cosmo sul comò.Viene considerato dai fan come il più celebre sketch del trio. Si tratta di uno sketch in cui il mimo e l'equivoco rivestono la principale componente umoristica.

Tel chi el telun[]

Il trio si deve recare a Pizzo Calabro per uno spettacolo.

Introduzione[]

Giovanni entra sul palco in cui sono presenti solo tre sedie e un finto volante e mima la propria entrata in macchina facendo finti rumori con la bocca mentre si sistema al posto di guida. Poco dopo arriva anche Giacomo che si lamenta dell'orario della partenza, le sei di mattina, ma Giovanni gli ricorda che la destinazione è Pizzo Calabro, che dista da Milano circa 18 ore di macchina. Giacomo entra in macchina senza mimare l'apertura della portiera e viene rimproverato da Giovanni anche per il fatto che stia in piedi, mentre il primo si giustifica dicendo che la portiera sia stata ciulata il giorno prima e che l'auto sia un vanette. Subito dopo Giovanni mostra a Giacomo i vari optional della macchina, una Subaru SV, tra cui una fantomatica leva che può diventare un cambio, il controllo delle frecce o un'antenna all'occorrenza e il piantone del volante che può essere spostato durante un'incidente. Giacomo decide di rinominare la vettura come Subaru Baracca non appena ascoltato il ridicolo rumore del clacson, simile a una trombetta da pagliacci, e poi decide inseme a Giovanni di fare uno scherzo telefonico ad Aldo con il suo telefono ergonomico. Tuttavia i primi due tentativi di fare lo scherzo falliscono perché Giacomo continua a ripetere le stesse domande, dunque Giovanni si impossessa del telefono e, spacciandosi per una Guardia di Finanza, riesce a ingannare Aldo; una volta rivelato lo scherzo, dice ad Aldo di scendere e farsi trovare pronto per il viaggio.

A casa di Aldo[]

Dopo un breve litigio e con un'automobilista e una brutta curva Giovanni parcheggia sotto casa di Aldo e chiede a Giacomo di chiamarlo, cosa che fa senza aprire l'immaginario finestrino e venendo di nuovo rimproverato dal proprietario. Giacomo allora abbassa il finestrino con con un pulsante ma Giovanni lo rimprovera di nuovo dicendo che non vi è un bottone ma una manetta, che tuttavia si rivela essere enorme come quelle presenti nei ferry boat. I due si mettono a chiamare a gran voce Aldo, che si sporge dalla finestra di casa sua intimando agli amici di non fare rumore e dicendo che scenderà non appena avrà finito la peperonata. Poco dopo Aldo si presenta di fronte alla macchina e, senza nemmeno salutare, ordina a Giacomo di andare a sedersi dietro perché soffre le curve. Giacomo si sposta sul sedile dietro ignorando che l'auto abbia quattro porte nonostante i tre sedili mentre Aldo si sistema accanto a Giovanni senza mimare l'apertura della portiera che, dopo le consuete lamentele di Giovanni, apre come se fosse una saracinesca.

In viaggio[]

Aldo mentre pratica SeaSkiing

Giacomo chiede ad Aldo di spostarsi più in avanti col sedile ma, di fronte al rifiuto di quest'ultimo, decide di spostarsi indietro esageratamente sotto consiglio di Giovanni che giustifica l'"SV" nel nome del modello della macchina come Sliding Vish. Il viaggio prosegue e giunti a Melegnano Aldo chiede a Giovanni di fermarsi per fare pipì, minacciandolo di urinare in macchina in caso non voglia fermarsi. Dopo una fermata comicamente esagerata Giovanni si ferma consentendo ad Aldo di uscire a fare pipì non molto lontano dalla macchina, suscitando le lamentele di Giacomo. Giovanni nota che Aldo ha si è involontariamente urinato sulle scarpe e allora decide di ripartire lasciandolo a piedi, quest'ultimo tuttavia riesce ad afferrare una cintura e a mimare un momento di SeaSkiing. Aldo rientra in macchina poco prima che Giovanni decida di abbandonare l'autostrada e affrontare una serie di stretti tornanti che provocano diversi conati di vomito ad Aldo, a detta di Giacomo "in tinta con i tappetini". Aldo si inizia a sentire meglio una volta che il gruppo giunge in campagna e quando avvista un gattino, che Giovanni puntualmente investe di proposito giustificandosi tuttavia dicendo che si trattava di un gatto anomalo che stava fermo sul ciglio della strada suscitando le lamentele e lo sgomento di Giacomo ed Aldo. Lo stesso incidente si ripete con un Dalmata, che Giovanni a sua dire non aveva visto in quanto si era mimetizzato con la ghiaietta, e con una famiglia di ricci di cui se ne riesce miracolosamente a salvare uno prima che Giovanni faccia marcia indietro e investa pure lui, giustificandosi dicendo che "era rimasto senza mamma"

A Pizzo Calabro[]

Il gruppo finalmente arriva Pizzo Calabro e Giovanni chiede ad Aldo di leggere l'indirizzo, Via Washington 35 presso lo SkyLab, su cui Giacomo ironizza sopra sostenendo che il padrone è un certo Mr Jones. Nonostante le aspettative il trio, dopo aver chiesto informazioni, arriva all'indirizzo che però si rivela essere un'edificio completamente chiuso e con le luci spente, Giovanni chiede ad Aldo di uscire a controllare. Quest'ultimo una volta suonato il campanello non riceve risposta e quando decide di ricontrollare il foglietto con l'indirizzo sembra aver notato qualcosa che cerca disperatamente di nascondere, arrivando addirittura a cercare di ingoiare il foglio, ma che consegna a Giovanni dopo alcune minacce. Leggendolo, Giovanni e Giacomo si accorgono che l'indirizzo è giusto ma la data si rivela essere l'errore, infatti è il 21 ottobre ma la data dell'incontro è il 21 novembre. Nel finale Aldo inizia a disperarsi e a pretendere di essere dalla parte del giusto ma Giovanni e Giacomo decidono di partire lasciando indietro Aldo.

Tre uomini e una gamba[]

Alcuni elementi dello sketch del viaggio in Subaru Baracca sono stati riproposti nel film, come il momento in cui il gruppo si ferma ad aspettare Aldo sotto casa sua mentre quest'ultimo finisce la peperonata

Curiosità[]

  • La Subaru ha prodotto un modello chiamato Subaru Alcyone SVX a cui probabilmente è inspirato il veicolo di questo sketch.
  • Sfortunatamente, a Pizzo Calabro non esiste una Via Washington.
  • nel 2020 il trio ha pubblicato una nuovo versione dello sketch nella quale Giacomo e Giovanni devono andare a Siracusa per passare il Natale con Aldo.

La notte degli Oscar[]

La notte degli Oscar è uno sketch presente in Anplagghed.

Svolgimento[]

Silvana, vestita da presentatrice degli Oscar, introduce il pubblico allo sketch presentando il trio, che vanno a sedersi tra il pubblico. Una volta sistemati Silvana apre la busta dei vincitori, imprecando perché inizialmente non riesce ad aprirla, che si rivelano essere solo Aldo e Giacomo ma non Giovanni, che tenta di alzarsi e dire qualcosa ma viene bloccato dalla sicurezza. Silvana chiama la "valletta" a portare Oscar che si rivela essere Arturo Brachetti e porge l'onorificenza ai due, dicendo di "prenderlo per le palle" mentre Giovanni si lamenta in sottofondo. Aldo alza l'Oscar trionfante rivelando però di non avere una camicia sotto lo smoking, mentre Silvana offre la parola a Giacomo, che dice di non ritenere giusto di non condividere il premio con la persona che più di ogni altra si è data da fare per il trio, lusingando Giovanni che nel mentre sta abbracciando una donna del pubblico, sostenendo tuttavia che "è lei che mi tocca". Dopo una serie di elogi e curiosità, tra cui anche la "nascita" del celebre gesto di Tafazzi, Giacomo rivela che questa persona è tale Marco Fistoni (una persona casuale scelta fra il pubblico), suscitando l'incredulità di Giovanni che si alza e va a domandargli: "Ma chi cazzo sei tu?". La cerimonia continua e Silvana rivolge la parola ad Aldo, intimandogli di essere "circonciso", e anche lui, come Giovanni, va ad elogiare una certa persona che a suo dire "mi ha insegnato tutto, tutto! La generosità, l'umiltà, la fragranza, la flautolenza, la voluttà, l'induismo, la paranza, la militanza..." ma soprattutto per una donazione di un rene nonostante si trattasse di una semplice escoriazione sopraccigliare, a insaputa del donatore. Giovanni diviene sempre più irritato di fronte alle rivelazioni di Aldo e viene nuovamente invitato a sedersi dalla sicurezza, i due sul palco rivelano inoltre di aver depositato il rene in una banca degli organi che frutta alla coppia il 7,5% permettendogli di andare a Cuba per delle vacanze sessuali dove lasciano generose donazione. Aldo rivela che questa persona è Mario Ortensi (altra persona casuale) e, come per la volta precedente, Giovanni si arrabbia ancor di più e mentre Silvana sta per presentare un terzo attore decide di correre sul palco sfuggendo alla sicurezza. Una volta sul palco questo va a rimproverare Aldo e Giacomo e insultando Silvana prima che venga rivelato che l'intera premiazione fosse uno scherzo destinato proprio a Giovanni, che lo fa pentire del suo comportamento anche perché gli viene restituito il suo rene in una vaschetta da gelato. Nel finale Giovanni sviene e il trio ringrazia il pubblico.

Curiosità[]

  • Il personaggio del pubblico scelto per impersonare Mario Ortensi è Paolo Guerra, storico produttore del trio.

La guerra in Vietnam[]

« Non sono Frank! »
(Aldo)

Il trio in Vietnam

La guerra in Vietnam o più semplicemente Vietnam è uno sketch presente in Tel chi el telun, esso è una parodia dei film di guerra come Platoon o Apocalypse Now.

Svolgimento[]

Jack morente

Lo sketch si apre con Silvana che entra sul palco vestita con abiti orientali e stringendo un finto bambino tra le braccia mentre parla scimmiottando le lingue asiatiche. Essa sta cantando una ninna nanna al bambino quando si ode il rumore di alcuni elicotteri americani in arrivo con La cavalcata delle Valchirie di Richard Wagner in sottofondo, chiaro riferimento ad Apocalypse Now. Silvana scappa via spaventata mentre sul palco entrano Frank, Johnny e Jack equipaggiati con enormi zaini e armi improbabili come il fucile spara acqua di Frank. Sul palco appaiono vari effetti di fumo mentre i tre continuano ad essere nel panico e Frank getta malamente per terra Martin, che scopre essere morto da quattro ore, quando improvvisamente Johnny viene colpito. Esso inizia a camminare scompostamente per il palco ignorando gli ordini di Jack di fermarsi e, proprio per questo, viene colpito ulteriormente da una raffica da quest'ultimo e ridotto in fin di vita. Jack e tentano disperatamente di curare Johnny che intanto continua a muoversi comicamente e, dopo aver fallito un massaggio cardiaco, decidono di metterlo in posizione di Trendelenburg fallendo ancora una volta. Johnny ormai morente decide di affidare a la foto della sua fidanzata Lisa dicendo "abbiti cura di lei" prima di spirare sbagliando il congiuntivo. Jack è ormai al limite e inizia a gironzolare per il palco in stato di shock quando viene soccorso da Frank dopo essere stato improvvisamente colpito a sua volta da una freccia e chiede come ultimo desiderio di poter fumare una sigaretta, desiderio che viene tuttavia rifiutato da Frank che si giustifica dicendo che "non posso, è l'ultima!". Allora anche Jack decide di affidare la fotografia della sua fidanzata Pamela a Frank prima di spirare. Ormai solo, Frank aggiunge Pamela alla collezione delle numerose fotografie che ha ricevuto da altri compagni morenti quando viene interrotto da Silvana che lo informa che la guerra è finita. Frank rimane incredulo di fronte alla notizia, rimpiangendo che gli mancava solo una foto prima di poter finire la sua collezione.

Curiosità[]

  • I personaggi interpretati da Aldo e Giacomo per lo skecth sono anonimi in quanto viene rivelato che Frank e Jack non sono i loro veri nomi, tuttavia ai fini di comodità in questo articolo sono stati utilizzati questi pseudonimi per permettere una facile comprensione dell'articolo.

Il leone e la gazzella[]

« Ma cosa sta dicendo!? »
(Giacomo, che commenta il racconto di Aldo)

Il leone e la gazzella è uno sketch presente all'interno di Tel chi el telun e di Così è la vita.

Tel chi el telun[]

Lo sketch si apre con Giovanni che legge ad Aldo e Giacomo un biglietto trovato sul parabrezza della macchina di quest'ultimo che recita:

"Ogni mattina in Africa quando sorge il sole una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più del leone o verrà uccisa. Ogni mattina in Africa quando sorge il sole un leone si sveglia e sa che dovrà correre più della gazzella o morirà di fame. Ogni mattina in Africa non importa che tu sia un leone o una gazzella l'importante è che cominci a correre"

Questo aneddoto piace particolarmente a Giacomo e ad Aldo, che si offre volontario per andarla a raccontare al pubblico per riempire il buco della pausa degli attori. Una volta che Aldo è arrivato sul palco, tuttavia, inizia a confondersi ed ad inventarsi alcuni passaggi, risultando in una reinterpretazione demenziale della storia. Giovanni e Giacomo intanto tentano disperatamente di dare suggerimenti ad Aldo, invano.

"Ogni mattina... in Africa... quando sorge il sole una gazzella muore. Una gazzella si sveglia già morta perché non stava tanto bene il giorno prima: "e allora... Mi sveglio già morta, perché devo prendere... Voglio dire... Così, sono cose che capitano, chissà che cosa m'han dato da mangiare ieri". Vabè comunque e qui c'è la prima parentesi che finisce perché poi c'è la seconda che si lega alla prima mi sembra. Allora, in Africa, ogni mattina, quando sorge il sole, un leone si sveglia, e appena si sveglia comincia a correre, per evitare di fare la fine della gazzella del giorno prima. Solo che quando comincia a correre vede la gazzella morta il giorno prima e dice: "ma che cosa corro a fare stamattina, la gazzella è già qua, e vabè, visto che ci sono…" e ci tira due smozzicate, per mangiare… E intanto, da lontano, s'avvicinano la iena e lo sciacallo, arrivano e dice: "ma scusa, leone, ma stamattina non si corre?" "ma no, perché c’è la gazzella…» «eh?, ci siamo allenati tutta la settimana eh! Mi sono comprato anche la tutina nuova! Cioè voglio dire..." Però la morale, c’è una morale, dice: “non è importante che tu sia un armadillo o un pavone, l’importante è che se muori me lo dici prima"

Aldo rientra timidamente verso le quinte mentre Giacomo abbandona il teatro e Giovanni si impicca tra le risate del pubblico.

Il museo d'arte moderna[]

Le opere del museo d'arte moderna sono una serie di sculture o dipinti presenti nello skecth del Museo d'arte moderna, alcune di esse sono riproduzioni di opere reali, altre, invece, sono completamente fittizie.

Scultura di Fistalloni[]

La Scultura, o concetto, di Fistalloni è un'opera appartenente al movimento del Destrutturalismo raffigurante una sedia il cui schienale è staccato dal resto dell'opera e trattenuto in posizione da alcuni fili. Giovanni erroneamente la scambia Giacomo che gli spiega che la scultura va a rappresentare il concetto di sedialità estrapolandola dal concetto di quotidianità.

Concetto Spaziale o Attese di Lucio Fontana[]

Attese di Lucio Fontana è un opera appartenente alla serie di Concetti Spaziali o Attese del pittore Lucio Fontana, di origini argentine, considerate come alcune delle più celebri opere del movimento Spazialista. I celebri tagli nelle tele vengono misinterpretate da Aldo e Giovanni come l'opera di qualche vandalo che, dotato di taglierino, ha volutamente rovinato il quadro.

Opera di Jean Fofon[]

Opera di dello scultore belga Jean Fofon è una cornice appartenente al movimento del Coinvolgismo. Teoricamente, lo spettatore dovrebbe riempire la cornice vuota offritegli dall'artista attraverso la propria immaginazione.

Giovanni infila erroneamente la mano nella cornice e viene prontamente sgridato da Giacomo, che spiega a quest'ultimo il significato dell'opera. Anche l'incredulo Aldo prova a comprendere l'opera invano, domandando a un'irritato Giacomo se l'opera debba essere osservata da vicino oppure da lontano.

Scultura di Tinguely[]

Scultura dello scultore svizzero Jean Tinguely è una composizione fittizia ipoteticamente appartenente alla serie delle Macchine Gigantesche. Costruita interamente con materiali di recupero, essa è subito notata da Aldo che inizia a giocarci anche infilandoci la testa dentro e rimanendo bloccato, tra l'incredulità di Giovanni e la rabbia di Giacomo.

Spegnete i cellulari[]

Spegnete i cellulari noto anche come Signor Pezza è uno sketch presente all' interno di Te chi el telun.

Svolgimento[]

Giovanni e Giacomo si accingono a presentare lo sketch del Viaggio in Subaru Baracca quando vengono interrotti dal ripetitivo suono di una suoneria di un cellulare particolarmente rumoroso e che non accenna a finire. Giovanni ordina ai tecnici di individuare il padrone del telefono con le luci di sala e, una volta trovato, decidono di "andare a vedere che faccia c'ha" e lo invitano a salire sul palco insieme a loro. Il responsabile si rivela essere un certo signor Pezza residente presso Cascina Costa, vicino Malpensa, mentre sul palco arriva anche Aldo. Giovanni decide inoltre di controllare le ultime chiamate sul telefono di Pezza, che si rivelano essere di tali Piero, Gigi, Franco e della nonna, e Giacomo decide di requisire il cellulare per la durata rimanente dello spettacolo. Aldo invece va a spezzare una lancia in favore di Pezza, sostenendo che molto probabilmente non era l'unico con il cellulare acceso nella sala ma che deve servire da capro espiatorio per tutti gli altri, allora Giovanni decide di "esagerare al contrario" e dargli la possibilità di vedere lo spettacolo da dietro alle quinte, seguiti da una telecamera che mostra al pubblico cosa sta succedendo. Tuttavia una volta arrivati dietro le quinte i tre si mostrano particolarmente violenti e vendicativi nei confronti di Pezza e, mentre Giacomo e Aldo lo immobilizzano, Giovanni sputa, spacca il cellulare e gli occhiali della malcapitata vittima e, dopo aver chiamato un taxi, lo spediscono a Malpensa. I tre, una volta tornati sul palco, rassicurano il pubblico sostenendo che Pezza al momento è dietro alle quinte intento a sorseggiate una Coca Cola.

Curiosità[]

  • Il signor Pezza è interpretato dallo stesso attore che fa il cameriere dell'autogrill in Tre uomini e una gamba.
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